Sabato 18 ottobre Casa Dodi si è riempita di volti, canti e abbracci
Circa ottanta persone si sono ritrovate per partecipare alla messa celebrata da don Claudio, condividere un buffet semplice, cantare insieme e guardare i video con le testimonianze di chi, anche solo per un po’, ha abitato questa casa.
Ognuno è arrivato con la propria storia, le proprie domande e i propri desideri.
“Questa casa — ha detto don Claudio — non è frutto del calcolo di ingegneri o progettisti, ma è nata passo dopo passo, guardando la realtà e seguendo ciò che suggeriva la tenerezza di Dio per abbracciare i suoi figli. È così che il Signore ha fatto nascere questo luogo di accoglienza.”
Tutti gli ospiti di Casa Dodi si portano sempre a casa qualcosa. Di sicuro uno sguardo di bene su di sé e sul proprio destino, quello sguardo che oggi è così necessario incontrare in questo mondo.
Il canovaccio delle interviste
Durante la serata, il nostro amico Giuseppe Pecci ha presentato i video delle testimonianze registrate nei giorni precedenti. Aveva preparato un breve testo — un canovaccio — per introdurre i racconti di chi ha vissuto o sostato nella casa.
“🌿 La Casa della Dodi 🌿
Un casolare ristrutturato tra la campagna e la città. Un rifugio, una famiglia, un luogo dove l’imprevisto non spaventa, ma insegna.
Qui Dodi accoglie persone diversissime, anche chi attraversa momenti difficili, offrendo non solo un tetto, ma uno spazio per ritrovarsi, aiutarsi, crescere.
Ogni stanza ha ascoltato storie. Ogni tavolo ha visto mani intrecciarsi. Ogni giorno è un piccolo rito di rinascita.”
Da sinistra: Incoronata, Dodi e suo babbo Paolo, “Aldo”.
Le testimonianze nei video
Incoronata, Alassane e Maurizio hanno risposto così alle domande:
🌼 Incoronata
✨Alassane
🌻 Maurizio
Il video con tutti i contributi
Le testimonianze scritte
Quattro amici raccontano cosa significa abitare Casa Dodi: un luogo di accoglienza e libertà, dove ogni giorno si impara a guardare la realtà con fiducia.
🌸 Luisa
“Gigi mi aveva sempre descritto con molto rispetto questa grande famiglia, sì, la sua grande famiglia, la quale gli ha concesso la porta aperta al momento del bisogno.
Ecco, è in questo momento che il mondo di Dodi intervenne in aiuto con amore, onestà, verità e rispetto.
Quattro parole importanti nella vita, che offrono la possibilità di continuare ogni giorno a lottare.”
🌻 Stefano
“Ciao Dodi, incredibile… sono passati 20 anni.
Io ti conobbi al Meeting del 2003, quando sbobinavamo, e tu non mi accogliesti, ma mi raccogliesti.
Era appena salito al cielo mio fratello Luigi e io, stravaccato a terra, risposi semplicemente a una domanda: ‘C’è un uomo che vuole la vita e desidera giorni felici?’
Risposi: io.
Ma la risposta la trovai alla fine di quel Meeting, quando la tua curiosità mi chiese chi ero. La tua casa ancora non c’era, non c’era neanche Incoronata, ma c’era il tuo abbraccio che mi ha preso per mano.
Questo tuo abbraccio è la tua casa.”
🌾 Marco
Qual è stato il tuo primo pensiero entrando alla Casa della Dodi?
“La prima reazione è stata di essere di fronte a un’alterità. Di una cosa non imprevista, non conosciuta prima. È nato il desiderio di tornare da te, per andare a fondo di quella attrattiva.”
Qual è l’oggetto o l’angolo della casa che senti più tuo?
“La cosa che mi piace di più, il luogo che mi attrae di più, è il tuo prato con il pozzo.”
🌼 Silvia
Qual è stato il tuo primo pensiero entrando alla Casa della Dodi?
“Entrando a Casa di Dodi ho pensato: questa è una casa impossibile.
Impossibile far convivere queste persone, impossibile essere sereni facendo convivere la vita e la morte, il disagio, la vecchiaia e l’infanzia, gli amici a pranzo, le fraternità, le incombenze quotidiane.
E mi sono detta: dove si realizza l’impossibile vuol dire che lì opera Gesù.”
C’è un momento che porterai sempre con te?
“Le belle tavolate, ricche di calorie e di calore umano.”
Se la Casa della Dodi fosse una persona, che carattere avrebbe?
“Flessibile, disponibile al cambiamento per fare spazio all’altro, alla realtà che bussa. Imperfetta, per fare sempre posto. Direbbe: lascia stare i piatti, li facciamo più tardi, adesso godiamoci la compagnia!
In ascolto, sempre stupita.”
Cosa hai imparato sull’imprevisto?
“Che è sempre da abbracciare, e che questo è possibile. Che dalle ferite fiorisce sempre qualcosa di nuovo.”
Che consiglio daresti a chi sta per varcare quella soglia?
“Lasciati stupire, guarda e ascolta.”
Conclusione: il Miracolo di 20 anni di vita a Casa Dodi
La Casa della Dodi è un luogo che accoglie e mostra che la felicità è possibile, anche dentro l’imprevisto.
Vent’anni dopo, continua a generare incontri, legami, strada condivisa.
Testi e video raccolti in occasione della festa del 18 ottobre 2025 – Il Brillìo